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La nudità del sacro nei film di Pier Paolo Pasolini: Saggio di estetica cinematografica
| AUTHOR | Passannanti, Erminia |
| PUBLISHER | Independently Published (05/01/2019) |
| PRODUCT TYPE | Paperback (Paperback) |
Description
Edizione con fotografie a colori delle opere d'arte incluse. Nei suoi film, Pier Paolo Pasolini (1922-1975) ha rappresentato la nudit in tutte le sue accezioni, etiche ed estetiche, liriche e grottesche, convenzionali e sperimentali. La nudit che Pasolini mette in scena non mai materiale e corporea, ma didascalica e simbolica. L'uso della condizione di nudit , in due film a soggetto di taglio tardo-neorealista come Mamma Roma (1961) e Accattone (1962), apparentemente mondano come Teorema (1968), letterario come Il Decameron (1971) e I racconti di Canterbury (1972), o mitico-favolistico come Il fiore delle mille e una notte (1974), si riferisce spesso alla problematica del sesso, dei tab e dell'ipocrisia che lo circondano, ieri come oggi, in un incontro/scontro tra cultura popolare e cultura alta, come Pasolini ha spesso dichiarato nella saggistica dei sui scambi con i lettori nelle note raccolte Le belle bandiere, Dialoghi 1960-65 (1977), Il Caos (1979). In realt questi film contengono inserti che propongono argomenti connessi alla violenza e al sacro, esplicitamente affrontati ne La ricotta (1963) e il Vangelo secondo Matteo (1964). La nudit che il Pasolini regista costruisce nelle inquadrature dei suoi film , di frequente, nudit del volto e, dunque, nudit che si manifesta attraverso la comunicazione interumana. Questo saggio si prefigge di identificare l'interrelazione tra la sfera del sacro e la rappresentazione della nudit nella pittura a tema evangelico e nel cinema di Pasolini. L'analisi risponde alle seguenti domande: questa relazione intrinseca o viene ascritta dall'autore ai fini filosofici ed estetici? In quali epoche si delineano questi nessi e per quali canali avviene tale comunicazione? Infine, quali sono i referenti diretti e obliqui del rapporto tra sacro, arte e nudit ? Per rispondere a questi punti di indagine, si propone, prima di tutto, un breve excursus nella storia dell'arte figurativa a tema evangelico, e, dall'altra, si fa ricorso alle teorie di Ren Girard nei suoi libri La violenza e il sacro (1980), Il capro espiatorio (1987) e Il sacrificio (2007).
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Product Format
Product Details
ISBN-13:
9781097467099
ISBN-10:
1097467090
Binding:
Paperback or Softback (Trade Paperback (Us))
Content Language:
Italian
More Product Details
Page Count:
184
Carton Quantity:
36
Product Dimensions:
6.00 x 0.48 x 9.00 inches
Weight:
0.77 pound(s)
Country of Origin:
US
Subject Information
BISAC Categories
Performing Arts | Film - General
Descriptions, Reviews, Etc.
publisher marketing
Edizione con fotografie a colori delle opere d'arte incluse. Nei suoi film, Pier Paolo Pasolini (1922-1975) ha rappresentato la nudit in tutte le sue accezioni, etiche ed estetiche, liriche e grottesche, convenzionali e sperimentali. La nudit che Pasolini mette in scena non mai materiale e corporea, ma didascalica e simbolica. L'uso della condizione di nudit , in due film a soggetto di taglio tardo-neorealista come Mamma Roma (1961) e Accattone (1962), apparentemente mondano come Teorema (1968), letterario come Il Decameron (1971) e I racconti di Canterbury (1972), o mitico-favolistico come Il fiore delle mille e una notte (1974), si riferisce spesso alla problematica del sesso, dei tab e dell'ipocrisia che lo circondano, ieri come oggi, in un incontro/scontro tra cultura popolare e cultura alta, come Pasolini ha spesso dichiarato nella saggistica dei sui scambi con i lettori nelle note raccolte Le belle bandiere, Dialoghi 1960-65 (1977), Il Caos (1979). In realt questi film contengono inserti che propongono argomenti connessi alla violenza e al sacro, esplicitamente affrontati ne La ricotta (1963) e il Vangelo secondo Matteo (1964). La nudit che il Pasolini regista costruisce nelle inquadrature dei suoi film , di frequente, nudit del volto e, dunque, nudit che si manifesta attraverso la comunicazione interumana. Questo saggio si prefigge di identificare l'interrelazione tra la sfera del sacro e la rappresentazione della nudit nella pittura a tema evangelico e nel cinema di Pasolini. L'analisi risponde alle seguenti domande: questa relazione intrinseca o viene ascritta dall'autore ai fini filosofici ed estetici? In quali epoche si delineano questi nessi e per quali canali avviene tale comunicazione? Infine, quali sono i referenti diretti e obliqui del rapporto tra sacro, arte e nudit ? Per rispondere a questi punti di indagine, si propone, prima di tutto, un breve excursus nella storia dell'arte figurativa a tema evangelico, e, dall'altra, si fa ricorso alle teorie di Ren Girard nei suoi libri La violenza e il sacro (1980), Il capro espiatorio (1987) e Il sacrificio (2007).
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