La tariffa delle puttane di Venegia
| AUTHOR | Anonimo; Romei, Danilo |
| PUBLISHER | Lulu.com (09/19/2022) |
| PRODUCT TYPE | Paperback (Paperback) |
Description
La "Tariffa delle puttane di Venegia" un poemetto anonimo in terzine pubblicato a Venezia nel 1535 (l'originale perduto). Lo si attribuisce ad Antonio Cavallino, poco noto giurista e poeta padovano, "creato" di Pietro Aretino, che scrive il sonetto proemiale, lo stesso che aprir i "Sonetti lussuriosi" pubblicati due anni dopo. Il poemetto in forma di dialogo tra un Forestiere e un Gentiluomo veneziano, che fornisce all'interlocutore l'elenco e il prezzo delle prostitute di Venezia, enumerando alla fine persino le ruffiane. Ma non si tratta di una squallida rassegna n di una moralistica dissuasione dalle brutture e dalle malefatte di queste "assassine". In questi versi corre un divertito e iperbolico gusto dell'orrido carnale e morale, che li apparenta alla poesia degli scapigliati fiorentini e sembra fare da controcanto (quanto intenzionale?) a ci che andava scrivendo in contemporanea l'Aretino nel "Ragionamento" e nel "Dialogo".
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Product Format
Product Details
ISBN-13:
9781471050114
ISBN-10:
1471050114
Binding:
Paperback or Softback (Trade Paperback (Us))
Content Language:
Italian
More Product Details
Page Count:
100
Carton Quantity:
82
Product Dimensions:
5.50 x 0.21 x 8.50 inches
Weight:
0.28 pound(s)
Country of Origin:
US
Subject Information
BISAC Categories
Humor | Topic - Men, Women & Relationships
Descriptions, Reviews, Etc.
publisher marketing
La "Tariffa delle puttane di Venegia" un poemetto anonimo in terzine pubblicato a Venezia nel 1535 (l'originale perduto). Lo si attribuisce ad Antonio Cavallino, poco noto giurista e poeta padovano, "creato" di Pietro Aretino, che scrive il sonetto proemiale, lo stesso che aprir i "Sonetti lussuriosi" pubblicati due anni dopo. Il poemetto in forma di dialogo tra un Forestiere e un Gentiluomo veneziano, che fornisce all'interlocutore l'elenco e il prezzo delle prostitute di Venezia, enumerando alla fine persino le ruffiane. Ma non si tratta di una squallida rassegna n di una moralistica dissuasione dalle brutture e dalle malefatte di queste "assassine". In questi versi corre un divertito e iperbolico gusto dell'orrido carnale e morale, che li apparenta alla poesia degli scapigliati fiorentini e sembra fare da controcanto (quanto intenzionale?) a ci che andava scrivendo in contemporanea l'Aretino nel "Ragionamento" e nel "Dialogo".
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