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Lettere al fratello Luigi e agli scrittori piemontesi (1832-1853)

AUTHOR Pellico, Silvio; Contilli, Cristina
PUBLISHER Lulu.com (04/09/2012)
PRODUCT TYPE Paperback (Paperback)

Description
Dopo la liberazione dallo Spielberg Silvio Pellico torna a vivere a Torino prima in casa dei genitori poi a palazzo Barolo (una scelta dovuta alla morte tra il 1837 e il 1838 di entrambi i genitori dello scrittore, una situazione che cambier di poco, quando Pellico, ormai avanti negli anni, ritrover la contessa Cristina Archinto Trivulzio, che aveva amato, prima dell'arresto), come segretario della marchesa Giulia Falletti di Barolo che per quasi vent'anni aiuter nelle su opere di beneficenza e in particolare nella conduzione di una sala d'asilo, destinata ad accogliere i bambini poveri dai 2 ai 6 anni che i genitori, impegnati per molte ore nel proprio lavoro, spesso finivano per trascurare. Queste lettere testimoniano, dunque, il rapporto di confronto e in alcuni casi (come per es. con Cesare Balbo e Giovanni Vico) di amicizia tra Pellico e gli altri scrittori attivi nel Piemonte dell'epoca.
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Product Format
Product Details
ISBN-13: 9781471662447
ISBN-10: 1471662446
Binding: Paperback or Softback (Trade Paperback (Us))
Content Language: Italian
More Product Details
Page Count: 106
Carton Quantity: 76
Product Dimensions: 5.83 x 0.22 x 8.27 inches
Weight: 0.30 pound(s)
Country of Origin: US
Subject Information
BISAC Categories
Reference | General
Descriptions, Reviews, Etc.
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Dopo la liberazione dallo Spielberg Silvio Pellico torna a vivere a Torino prima in casa dei genitori poi a palazzo Barolo (una scelta dovuta alla morte tra il 1837 e il 1838 di entrambi i genitori dello scrittore, una situazione che cambier di poco, quando Pellico, ormai avanti negli anni, ritrover la contessa Cristina Archinto Trivulzio, che aveva amato, prima dell'arresto), come segretario della marchesa Giulia Falletti di Barolo che per quasi vent'anni aiuter nelle su opere di beneficenza e in particolare nella conduzione di una sala d'asilo, destinata ad accogliere i bambini poveri dai 2 ai 6 anni che i genitori, impegnati per molte ore nel proprio lavoro, spesso finivano per trascurare. Queste lettere testimoniano, dunque, il rapporto di confronto e in alcuni casi (come per es. con Cesare Balbo e Giovanni Vico) di amicizia tra Pellico e gli altri scrittori attivi nel Piemonte dell'epoca.
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