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Lasciala stare!
| AUTHOR | Palumbo, Domenico |
| PUBLISHER | Createspace Independent Publishing Platform (04/28/2018) |
| PRODUCT TYPE | Paperback (Paperback) |
Cosa ha di particolare questo libro?
l'anima dell'uomo contemporaneo è rimasta antica; che succede allora quando quest'anima, anima non emancipata, si muove in una società tecnica e complessa come quella contemporanea? entra in conflitto, e il conflitto genera angoscia.
A questo punto si trova davanti a un bivio: o il soggetto ha gli strumenti per chiedere aiuto e governa l'angoscia, oppure perpetua il modello culturale in cui è vissuto.
Nello specifico della cultura italiana, il modello è tripartito e prevede:
- subordinazione: poiché l'uomo ritiene la donna inferiore a lui, le impone un modello di sacrificio (rinuncia alla carriera professionale, rinuncia alla sua femminilità, in cambio della famiglia); solo da 'madre', infatti, l'uomo riesce a pensare la donna come 'persona', altrimenti la pensa come mero 'corpo sessualizzato', corpo di cui godere e da far godere, in nulla diverso da tutte le altre ('sono tutte zoccole');
- controllo: poiché la pensa 'instabile' e 'isterica', l'uomo la ritiene inadatta ad occuparsi di certe cose; instaura con lei una relazione basata essenzialmente sul sesso e sulla gelosia, nonché sulla storpiatura del concetto di 'onore sociale' ('che figura mi fai fare? devi imparare a stare al tuo posto!');
- verdetto: l'uomo che non controlla la donna si sente automaticamente svirilizzato, perciò egli considera la donna, di per sé, una minaccia; il machismo della società gli permette di alzare le mani e di umiliarla per poterla 'correggere' e 'ammansire'; se non riesce a sottometterla invece, la giudica, la condanna e la sopprime.
Questa triade culturale si riflette nella spirale in cui ogni vittima è spinta dal suo carnefice:
- dipendenza (economica e sociale);
- controllo ossessivo e isolamento (dalla famiglia e dagli amici);
- violenza (in tutte le sue forme).
Cosa ha di particolare questo libro?
l'anima dell'uomo contemporaneo è rimasta antica; che succede allora quando quest'anima, anima non emancipata, si muove in una società tecnica e complessa come quella contemporanea? entra in conflitto, e il conflitto genera angoscia.
A questo punto si trova davanti a un bivio: o il soggetto ha gli strumenti per chiedere aiuto e governa l'angoscia, oppure perpetua il modello culturale in cui è vissuto.
Nello specifico della cultura italiana, il modello è tripartito e prevede:
- subordinazione: poiché l'uomo ritiene la donna inferiore a lui, le impone un modello di sacrificio (rinuncia alla carriera professionale, rinuncia alla sua femminilità, in cambio della famiglia); solo da 'madre', infatti, l'uomo riesce a pensare la donna come 'persona', altrimenti la pensa come mero 'corpo sessualizzato', corpo di cui godere e da far godere, in nulla diverso da tutte le altre ('sono tutte zoccole');
- controllo: poiché la pensa 'instabile' e 'isterica', l'uomo la ritiene inadatta ad occuparsi di certe cose; instaura con lei una relazione basata essenzialmente sul sesso e sulla gelosia, nonché sulla storpiatura del concetto di 'onore sociale' ('che figura mi fai fare? devi imparare a stare al tuo posto!');
- verdetto: l'uomo che non controlla la donna si sente automaticamente svirilizzato, perciò egli considera la donna, di per sé, una minaccia; il machismo della società gli permette di alzare le mani e di umiliarla per poterla 'correggere' e 'ammansire'; se non riesce a sottometterla invece, la giudica, la condanna e la sopprime.
Questa triade culturale si riflette nella spirale in cui ogni vittima è spinta dal suo carnefice:
- dipendenza (economica e sociale);
- controllo ossessivo e isolamento (dalla famiglia e dagli amici);
- violenza (in tutte le sue forme).
