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Autorappresentazioni di Modernità: Querelle, competizione e progresso tra Cinquecento e Settecento

AUTHOR Häni, Richard
PUBLISHER Peter Lang Gmbh, Internationaler Verlag Der W (01/25/2024)
PRODUCT TYPE Hardcover (Hardcover)

Description

Reinhart Koselleck concepisce la "Sattelzeit" come quel periodo storico compreso tra il 1750 e il 1850 che, trasformando il futuro nel luogo del progresso illimitato, segna definitivamente l'avvento della Modernità. Lo studio di Richard Häni dimostra che nel mondo culturale questa trasformazione si realizza nell'attuale penisola italiana al più tardi a partire dal Cinquecento.

L'autore, andando alla ricerca dei presupposti culturali della "Sattelzeit" koselleckiana, illustra in che modo Sperone Speroni, Benedetto Varchi, Giorgio Vasari e Giambattista Vico interpretarono la propria modernità, come essi percepirono l'antichità classica e più in generale in che modo intesero il rapporto fra antichi e moderni in relazione al progresso e al futuro delle arti, della letteratura e della filosofia italiana.

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Product Format
Product Details
ISBN-13: 9783631910542
ISBN-10: 3631910541
Binding: Hardback or Cased Book (Unsewn / Adhesive Bound)
Content Language: Italian
More Product Details
Page Count: 252
Carton Quantity: 24
Product Dimensions: 5.83 x 0.69 x 8.27 inches
Weight: 1.06 pound(s)
Country of Origin: DE
Subject Information
BISAC Categories
History | Europe - Italy
History | History - General
History | European - French
Descriptions, Reviews, Etc.
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Reinhart Koselleck concepisce la "Sattelzeit" come quel periodo storico compreso tra il 1750 e il 1850 che, trasformando il futuro nel luogo del progresso illimitato, segna definitivamente l'avvento della Modernità. Lo studio di Richard Häni dimostra che nel mondo culturale questa trasformazione si realizza nell'attuale penisola italiana al più tardi a partire dal Cinquecento.

L'autore, andando alla ricerca dei presupposti culturali della "Sattelzeit" koselleckiana, illustra in che modo Sperone Speroni, Benedetto Varchi, Giorgio Vasari e Giambattista Vico interpretarono la propria modernità, come essi percepirono l'antichità classica e più in generale in che modo intesero il rapporto fra antichi e moderni in relazione al progresso e al futuro delle arti, della letteratura e della filosofia italiana.

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