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Lo Spirito dell'Universo: Ipotesi dell'Etere nella Vita dell'Universo

AUTHOR De Pretto, Olinto; Schiaparelli, Giovanni
PUBLISHER Independently Published (04/27/2020)
PRODUCT TYPE Paperback (Paperback)

Description
Il primo titolo era: Ipotesi dell'Etere nella vita dell'Universo, ma ora assumo il nuovo titolo: Lo spirito dell'Universo, la celebre espressiva definizione dell'Etere, suggerita dal genio immortale di Newton. Sull'esistenza dell'etere nell'Universo, sembrerebbe ormai che pi non potessero sussistere dubbi, ma pure si direbbe che quanto pi progrediscono gli studi, tanto meno sia chiarita la natura di tale fluido, quando anche taluno non metta addirittura in dubbio la sua stessa esistenza. Gli studiosi in generale, occupati a spiegare i fenomeni luminosi o elettromagnetici in rapporto a tale fluido, tendono a foggiarlo a proprio modo, dimentichi di tener conto della gravitazione, il fenomeno dominante nell'Universo e che pu dirsi l'attributo principale, insito della materia. Da quando nacque la scienza, anzi appena l'uomo incominci a pensare e ragionare, fu posto questo eterno problema: che cosa il peso dei corpi? Da che dipende questa forza misteriosa per cui vengono attratti verso la Terra? Ebbene tale problema, cio la causa della gravitazione, rimane ancora insoluto, ingombrante, molesto, come un incubo, e gli scienziati rifuggono, illudendosi che possa bastare spiegarne le leggi, le quali da sole offrono abbastanza campo per i calcoli e le formule. Con i soli fenomeni luminosi o magnetici, non si giunger mai a comprendere l'etere e cos rester preclusa la soluzione della gravitazione. Si pu infatti proclamare che etere e gravitazione sono due termini inscindibili, fondamentali; si potr spiegare la gravitazione quando si comprender la natura dell'etere o viceversa, spiegando il meccanismo dell'attrazione, si giunger a comprendere la vera natura dell'etere. Questa premessa segna l'unica via da seguire e infatti, definito e compreso il fluido etereo nell'unico modo, strettamente logico con cui pu essere concepito, come elemento primario, indipendente da ogni forza o azione esterna, la spiegazione meccanica della gravitazione, che io proposi gi nella prima edizione di questa lavoro, per cos dire una conseguenza. Senonch tale soluzione, pur avendo, come spiegazione meccanica, l'approvazione degli studiosi, urtava contro una grave obiezione, non potendo spiegarsi la mancanza di un fenomeno analogo all'aberrazione della luce, che dovrebbe verificarsi anche per l'attrazione, a meno che non si ammetta per la stessa, l'istantaneit della sua azione indipendentemente dalle distanze. l'argomento che valse a combattere qualsiasi tentativo di ipotesi basate sul fluido etereo e che distolse gli studiosi ad occuparsi di un problema giudicato a priori insolubile, rispetto al quale si affacciano ancor oggi, pregiudizi e anche superstizioni in contrasto col pensiero moderno. Domina infatti il preconcetto che ogni azione che si propaga fra corpo e corpo negli spazi, col mezzo etereo, non possa superare la velocit della luce e in tal caso dovrebbe verificarsi anche per la gravitazione il fenomeno dell'aberrazione, ci che altererebbe i rapporti delle distanze dei pianeti conforme alle leggi newtoniane, le quali non potrebbero sussistere. A ribattere tale obiezione, basterebbe ammettere, come appunto ammisi nella prima edizione, che la velocit dell'attrazione, sia molto maggiore della luce, per cos dire infinita; ma ci superfluo poich il meccanismo della gravitazione deve essere compreso in altro modo. La gravitazione infatti, come dimostreremo, non un'azione che si propaghi per onde, come il caso della luce. Fra due corpi che si attraggono, nello spazio interposto, non vi ha alcuna trasmissione di onde speciali proprie dell'attrazione, che non esistono, ma vi ha soltanto l'ordinaria vibrazione dell'etere, mentre ci che dicesi attrazione e che non che una spinta a tergo, ha la sua origine nel luogo stesso in cui trovasi il corpo attratto, e da ci dipende l'istantaneit della sua azione. un argomento di capitale importanza, che io credo affatto nuov
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Product Format
Product Details
ISBN-13: 9798640753103
Binding: Paperback or Softback (Trade Paperback (Us))
Content Language: Italian
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Page Count: 238
Carton Quantity: 30
Product Dimensions: 6.00 x 0.54 x 9.00 inches
Weight: 0.78 pound(s)
Country of Origin: US
Subject Information
BISAC Categories
Science | General
Descriptions, Reviews, Etc.
publisher marketing
Il primo titolo era: Ipotesi dell'Etere nella vita dell'Universo, ma ora assumo il nuovo titolo: Lo spirito dell'Universo, la celebre espressiva definizione dell'Etere, suggerita dal genio immortale di Newton. Sull'esistenza dell'etere nell'Universo, sembrerebbe ormai che pi non potessero sussistere dubbi, ma pure si direbbe che quanto pi progrediscono gli studi, tanto meno sia chiarita la natura di tale fluido, quando anche taluno non metta addirittura in dubbio la sua stessa esistenza. Gli studiosi in generale, occupati a spiegare i fenomeni luminosi o elettromagnetici in rapporto a tale fluido, tendono a foggiarlo a proprio modo, dimentichi di tener conto della gravitazione, il fenomeno dominante nell'Universo e che pu dirsi l'attributo principale, insito della materia. Da quando nacque la scienza, anzi appena l'uomo incominci a pensare e ragionare, fu posto questo eterno problema: che cosa il peso dei corpi? Da che dipende questa forza misteriosa per cui vengono attratti verso la Terra? Ebbene tale problema, cio la causa della gravitazione, rimane ancora insoluto, ingombrante, molesto, come un incubo, e gli scienziati rifuggono, illudendosi che possa bastare spiegarne le leggi, le quali da sole offrono abbastanza campo per i calcoli e le formule. Con i soli fenomeni luminosi o magnetici, non si giunger mai a comprendere l'etere e cos rester preclusa la soluzione della gravitazione. Si pu infatti proclamare che etere e gravitazione sono due termini inscindibili, fondamentali; si potr spiegare la gravitazione quando si comprender la natura dell'etere o viceversa, spiegando il meccanismo dell'attrazione, si giunger a comprendere la vera natura dell'etere. Questa premessa segna l'unica via da seguire e infatti, definito e compreso il fluido etereo nell'unico modo, strettamente logico con cui pu essere concepito, come elemento primario, indipendente da ogni forza o azione esterna, la spiegazione meccanica della gravitazione, che io proposi gi nella prima edizione di questa lavoro, per cos dire una conseguenza. Senonch tale soluzione, pur avendo, come spiegazione meccanica, l'approvazione degli studiosi, urtava contro una grave obiezione, non potendo spiegarsi la mancanza di un fenomeno analogo all'aberrazione della luce, che dovrebbe verificarsi anche per l'attrazione, a meno che non si ammetta per la stessa, l'istantaneit della sua azione indipendentemente dalle distanze. l'argomento che valse a combattere qualsiasi tentativo di ipotesi basate sul fluido etereo e che distolse gli studiosi ad occuparsi di un problema giudicato a priori insolubile, rispetto al quale si affacciano ancor oggi, pregiudizi e anche superstizioni in contrasto col pensiero moderno. Domina infatti il preconcetto che ogni azione che si propaga fra corpo e corpo negli spazi, col mezzo etereo, non possa superare la velocit della luce e in tal caso dovrebbe verificarsi anche per la gravitazione il fenomeno dell'aberrazione, ci che altererebbe i rapporti delle distanze dei pianeti conforme alle leggi newtoniane, le quali non potrebbero sussistere. A ribattere tale obiezione, basterebbe ammettere, come appunto ammisi nella prima edizione, che la velocit dell'attrazione, sia molto maggiore della luce, per cos dire infinita; ma ci superfluo poich il meccanismo della gravitazione deve essere compreso in altro modo. La gravitazione infatti, come dimostreremo, non un'azione che si propaghi per onde, come il caso della luce. Fra due corpi che si attraggono, nello spazio interposto, non vi ha alcuna trasmissione di onde speciali proprie dell'attrazione, che non esistono, ma vi ha soltanto l'ordinaria vibrazione dell'etere, mentre ci che dicesi attrazione e che non che una spinta a tergo, ha la sua origine nel luogo stesso in cui trovasi il corpo attratto, e da ci dipende l'istantaneit della sua azione. un argomento di capitale importanza, che io credo affatto nuov
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